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Abiti stile impero 2018


abiti stile impero 2018

Negli States, come reazione alla guerra del Vietnam, nasceva il Flower power, che ebbe i suoi primi, mitici cantori al raduno del festival di Woodstock.
Le conquiste in Europa e in Asia influenzarono notevolmente la moda romana: furono introdotte le braghe e le maniche di origine orientale.
La minigonna non accennava a stancare, tuttavia si cercò di trovare compromessi nella lunghezza degli orli.L'abito più diffuso fino al 1770 fu l' andrienne, detto anche robe à la française, che aveva sul retro un lungo manto a strascico che comportava l'uso di metri di tessuto.Da questo periodo fino a quasi i giorni nostri la Francia fu il paese da cui tutta l'Europa, e in particolare la nobiltà, copiò gli abiti.Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.La sua donna doveva essere spregiudicata e indipendente e non aver paura del giudizio altrui.Dalla seconda metà del Cinquecento mentre nel resto d'Europa si erano già formati gli Stati nazionali, l'Italia fu divisa in principati, alcuni retti direttamente da dinastie non italiane.L'ideale di bellezza femminile si ispirò alla donna sportiva e snella, muscolosa e ambiziosa, di successo sia nel privato che nel pubblico, grazie anche al fatto di essere sempre vestita adeguatamente.Il suo edonismo esasperato diventò proverbiale e il suo motto: "Per essere eleganti non bisogna farsi notare" fu legge per tutti gli uomini alla moda.Con la Rivoluzione francese una violenta reazione popolare investì anche la moda aristocratica : cominciarono a scomparire tessuti pregiati, trucchi, panier e merletti.Il quadro venne tuttavia completato dalle tendenze eversive dei punk e degli altri gruppi della cultura urbana giovanile.In seguito anche a coloro che furono giudicati eretici si fece indossare un abito penitenziale, solitamente giallo.Il termine moda indica uno o più comportamenti collettivi con criteri mutevoli.L'influenza del Re Sole sulla moda modifica modifica wikitesto Ritratto del Re Sole in una stampa del xvii secolo Il peso più importante sulla moda lo ebbe Luigi XIV di Francia, detto il re Sole.Venezia fu in particolare la città italiana dove il costume femminile si espresse con maggior libertà: scollature profonde ed elementi tratti dall'abbigliamento orientale, come i primi orecchini che, come riferisce un cronista scandalizzato foravano le orecchie "a guisa di mora".
La Lex Oppia cercava di limitare la ricchezza degli abiti femminili.
Dal XVI secolo anche a Venezia veniva esposta alle Mercerie una bambola detta "piavola de Franza" che mostrava gli ultimi modelli, subito copiati.
Le veneziane si tingevano anche i capelli di rosso tiziano.
Importantissimo centro culturale, Costantinopoli diventò un punto di riferimento anche per l'abbigliamento, che si arricchì di influenze orientali.
Voglio essere ubbidito anche quando ho torto, era il suo motto.All'estero, esistono altri musei della moda o musei in cui importanti sezioni volantino offerte il gigante mariano comense sono dedicate alla storia del costume.La rinascita dell'Umanesimo, la scoperta dei classici greci e latini, e lo studio appassionato che fecero delle rovine romane gli artisti del periodo, portarono ad una riscoperta della centralità dell'uomo rispetto all'Universo.La moda 1910 su La Femme chic Attorno al 1910 il sarto più in vista e scandaloso fu Paul Poiret, 32 anni, figlio di un mercante di stoffe.Doveva assicurare il vitino di vespa, e lo si portava obbligatoriamente fin dall'infanzia, in quanto era opinione comune che esso dovesse correggere i difetti del portamento e sostenere la naturale debolezza della spina dorsale femminile.Le dame che l'affiancano indossano dalmatiche e mantelli più corti.La rigidezza degli abiti, che trasformava la figura in forme geometriche e impediva movimenti sciolti, dava al corpo una forma ieratica che sottolineava la superiorità morale dell'aristocrazia rispetto alla volgarità della plebe.D'inverno si preferivano lunghi cappotti con immensi colli di volpe.A Firenze è presente uno dei più importanti musei italiani dedicati alla moda, la Galleria del Costume sita in Palazzo Pitti, che traccia una storia dettagliata delle mode che si sono susseguite nel tempo, con una collezione di oltre 6000 manufatti, fra abiti antichi, accessori.Mentre i poveri spesso non avevano né scarpe né un mantello per coprirsi, i signori indossavano abiti serici ricamati in oro e calzature purpuree.Per circa 4 anni si videro solo gonne al ginocchio, spalle quadrate, tessuti modesti.Il modello della donna manager, non più femminile e fragile, ma dura e spietata sul lavoro.Successivamente, per influenza francese, le vesti tornarono ad aprirsi sul davanti, arricciandosi lateralmente con scollature a barchetta sottolineate da grandi collari di pizzo.




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